Dal 13 dicembre 2018 al 10 marzo 2019 – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Due storie che continuano a intrecciarsi, quella del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e quella del pittore Mario Schifano che vi lavorò per undici anni, dal 1951 al 1962, in qualità di restauratore e lucidatore di disegni, e che adesso vi fa ritorno da protagonista, in occasione delle celebrazioni del ventennale della sua scomparsa, nella mostra “EtruSchifano. Mario Schifano a Villa Giulia: un ritorno”.

Mario Schifano è stato uno dei più importanti e poliedrici artisti italiani, pittore, musicista e regista. Fu tra i maggiori esponenti della Pop Art autoctona, sempre al passo con la storia e la tecnologia disponibile a fini artistici, anticipatore della digital art con le sue “tele computerizzate”, una volontà di ricerca che va ben oltre la fase iniziale degli anni Sessanta che lo hanno reso famoso a livello mondiale.

Nelle splendide sale affrescate poste al piano nobile del prestigioso Museo, sono esposti i lavori di questo artista innovatore e rivoluzionario, da cui emerge chiaramente il profondo legame con la civiltà etrusco-italica da lui più volte ritratta.

Il Museo di Villa Giulia, luogo ideale ed eletto, quindi, ospita nelle proprie sale, per la prima volta accostati e presentati insieme in un contesto espositivo, due cicli di opere che omaggiano le produzioni artistiche degli Etruschi, la cui cultura fu ispiratrice della nascente civiltà romana e del suo successivo sviluppo.

Schifano2_630x473“Gli Etruschi”, il primo ciclo, è composto da 21 quadri esposti nella sala dei Sette Colli. Realizzata nel 1991 su commissione, questa serie di dipinti riproduce e rielabora alcune delle più celebri pitture funerarie, ma anche alcuni oggetti antichi propri di questa straordinaria cultura millenaria. Una serie di antichi vasi, appositamente selezionati dalla vastissima collezione del Museo, è accostata ai quadri in mostra in una originalissima combinazione artistica.

Figure dai colori sgargianti, reinterpretati in chiave pop dall’artista, si stagliano su un fondo monocromo o scuro ed escono dal quadro assumendo vita propria, trascendendo l’esistenza. I colori chiassosi, segno in movimento, riproducono la vita il cui unico traguardo certo è rappresentato dalla morte, suggello della provvisorietà della fragile esistenza umana. Ma il pensiero non può avere fine. Perciò ogni uomo è costretto a proiettarsi oltre un confine scuro, inteso come colore estremo per dare forza alla dimensione pittorica spiritualizzata.

Schifano3_630x473Nella Sala di Venere è esposta una selezione (tre dipinti e due disegni) del ciclo di opere “Mater Matuta”, ispirato alle celebri sculture antiche di “Matres” (Madri).

Realizzato in un periodo particolare della vita di Schifano, di forte sensibilità nei confronti di temi a carattere sociale, come la maternità, la tutela dell’infanzia e la povertà nel mondo, dopo alcuni viaggi fatti in Africa e in America Latina, è forse l’ultimo ciclo pittorico eseguito dal Maestro, prematuramente scomparso il 26 gennaio del 1998, sicuramente l’unico in cui Schifano abbia rappresentato il tema del Sacro.

L’immagine simbolo della Mater Matuta, o la Grande Madre, la dea Aurora generatrice di vita, partoriente, fecondatrice, divinità del mattino e da cui “prende vita il giorno” è la musa ispiratrice che lega arte classica e contemporanea , passato e presente, e che abbraccia nel suo grembo l’intero ventaglio di simbologie relative alla nascita dell’uomo, superando le barriere di spazio e tempo.

La Sala dei Sette Colli accoglie anche una bacheca contenente documenti tratti dal fascicolo personale di Mario Schifano conservati nell’Archivio del Museo.
Molto significativa la sequenza delle immagini fotografiche di Marcello Gianvenuti, raccolta in un video, a rievocare la performance live del 16 maggio 1985, quando, a Firenze, Schifano realizzò in poche ore “La Chimera”, un gigantesco quadro di 40 metri quadri di superficie (4 x 10 m), il cui video originale, prodotto in quell’occasione da Ettore Rosboch è, purtroppo, andato perduto.

Il pittore salì su un palco quasi a misura del quadro, i fari proiettavano una luce abbagliante. Cominciò nel brusio generale a fare il colore del fondo su un’enorme distesa di tele bianche. Gli assistenti gli passavano i secchi pieni di vernice e Schifano, sempre più veloce, si muoveva da una parte all’altra distribuendo rapide pennellate, posizionando e contornando le sagome. Dal terreno le sagome grondanti delle chimere partivano in volo verso il blu profondo del cielo, capovolgendosi e volteggiando nell’aria verso il bianco accecante della luce al lato opposto, a dissolversi come sogni al mattino.
Per completare il lavoro cominciò a dipingere con due pennelli contemporaneamente, come un direttore d’orchestra che conduce la propria sensazionale sinfonia.

Chi ebbe la fortuna di essere presente, poté assistere alla realizzazione di un’opera emozionante come la sua esecuzione, uno spettacolo indimenticabile e irripetibile.

dal 13-12-2018 al 10-3-2019

Sede Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Indirizzo

Piazzale di Villa Giulia, 9

Acquisto online: www.tosc.it

Email: mn-etru@beniculturali.it - mbac-mn-etru@mailcert.beniculturali.it

Facebook: http://www.facebook.com/VillaGiuliaRm/

Fax: +39 06 3202010

Sito web: www.villagiulia.beniculturali.it

Telefono: 063226571-06 3201706-063201951

Twitter: http://twitter.com/VillaGiuliaRm

Orario

dal 13 dicembre 2018 al 10 marzo 2019
dal martedì alla domenica, orari 9.00 - 20.00

Opening giovedì 13 dicembre ore 20.00 con apertura serale straordinaria al costo scontato di 4€ (ridotto a 2€ per i cittadini dell'Unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e gli altri aventi diritto).
I minorenni, e gli altri aventi diritto, oltre ai titolari dello speciale abbonamento al Museo, avranno come sempre accesso gratuito. Il biglietto è acquistabile dalle 19.30 alle 22.15.

Periodo

13-12-2018 al 10-3-2019