Dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019, la Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale ospita la mostra “Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione”, un racconto sull’evoluzione femminile dal tardo Ottocento all’epoca contemporanea.

donne_630x473La donna è protagonista di un percorso espositivo, narrativo e riflessivo attraverso la visione e la creatività di artisti che ne hanno rappresentato e celebrato i diversi aspetti nelle correnti artistiche e culturali tra Ottocento e Novecento, fino ad oggi, come creatura misteriosa, oggetto da ammirare, madre, musa, angelo o tentatrice.
Una mostra che, distribuita sui tre piani del museo, provoca immediatamente i visitatori con la domanda “le donne devono essere nude per entrare nei musei?”, come recitava lo slogan di uno dei più famosi collettivi di artiste femministe americane.

Il nudo femminile è stato per lungo tempo modello estetico, a volte erotico altre virgineo, protagonista dell’espressione creativa letteraria e pittorica.
Giulio Aristide Sartorio con “Le Vergini savie e le vergini stolte”, Camillo Innocenti e le sue modelle in pose provocanti con “La Sultana” e Angelo Carosi con “L’angelo dei crisantemi” sono alcune degli artisti che, con le loro opere, rappresentano un’ambivalente figura femminile: un etereo e delicato angelo del focolare o un’ammaliante e peccaminosa tentatrice.

donne1_630x473Con il susseguirsi degli eventi e dei radicali cambiamenti sociali anche la visione femminile nell’immaginario collettivo cambia: i primi movimenti delle suffragette e l’ingresso nel mondo del lavoro dopo la Grande Guerra, la crisi dei valori tradizionali e le teorie freudiane.
La concezione della donna, presente nelle prime dive del cinema e nelle protagoniste dannunziane, viene scardinata da una nuova identità femminile misteriosa, enigmatica, in cerca del proprio ruolo, come nel dipinto “Il volto di Elisa” di Giacomo Balla, che ritrae la moglie del pittore mentre si volta per guardare qualcosa o qualcuno dietro di sé, o come altre opere raffiguranti figure allo specchio o sguardi ermetici chiusi nel proprio individualismo.

Il Fascismo porta con sé l’immagine di una donna esclusivamente dedicata alla famiglia, moglie e madre.
Nonostante l’arte rispecchi questo ideale femminile negli anni ’30-’40, nei dipinti “Riflesso allo specchio” di Antonietta Raphaël, “Maternità” di Luigi Trifoglio, “Donne che si spogliano” di Mario Mafai e “Vecchie carte” di Baccio Maria Bacci, tale visione è disattesa, pur rappresentando un privato segnato da profonde solitudini esistenziali.

Per le donne, il 1946 rappresenta un anno di svolta con il diritto al voto, grazie anche al loro contributo nella guerra di liberazione, svolta che raggiunge l’apice alla fine degli anni Sessanta, quando le battaglie per ottenere la parità dei diritti producono un radicale cambiamento nell’universo femminile, consapevole del proprio potenziale e della propria libertà individuale.
“Bacio indelebile” di Tomaso Binga e “L’altra ego” di Giosetta Fioroni sono due delle opere esposte in cui si indaga la consapevolezza di una nuova identità femminile, così come “Nidi” di Sissi.

donne2_630x473La relazione tra arte contemporanea ed emancipazione femminile è protagonista dell’ultima sezione della mostra, attraverso materiale documentario di ARCHIVIA (Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne), testimonianze di performance e film d’artista di alcune protagoniste di quella stagione provenienti da collezioni private, importanti Musei e istituzioni pubbliche, come il Museo di Roma in Trastevere, il Centro Sperimentale di CinematografiaCineteca Nazionale, la Galleria Civica d’Arte Moderna Torino, il MAMboMuseo d’Arte Moderna di Bologna, il MARTMuseo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e RoveretoArchivio Tullia Denza.

A impreziosire l’esposizione, previste una serie di iniziative fra aprile e ottobre 2019, incontri, letture, performances, presentazioni, proiezioni, serate musicali e a tema e la proiezione del film, prodotto dall’Istituto Luce, Bellissima (2004) di Giovanna Gagliardi, che attraverso documenti storici dell’Archivio Luce, spezzoni di film, canzoni popolari e interviste, racconta il cammino delle donne nel ventesimo secolo.
Fino alla fine di febbraio, nelle sale della Galleria sarà presente anche un focus sull’opera di Fausto Pirandello, grazie al prestito speciale del Museo del Novecento di Milano del dipinto “Il remo e la pala” (1933).

donne3_630x473Numerose le “chicche” e gli inediti; tra questi, due dipinti della bohèmienne Deiva De Angelis, ex venditrice di violette di Piazza di Spagna, divenuta modella prima e pittrice poi, ragazza terribile che da sola si ribattezzò Sataniva De Diavolis.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturaleSovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Cineteca di Bologna, Istituto Luce-Cinecittà, l’esposizione presenta circa 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica, fotografia e video, di cui alcune mai esposte o non esposte da lungo tempo al pubblico, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline.

Inoltre, il percorso espositivo è accompagnato da videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da produzioni cinematografiche e cinegiornali provenienti dalla Cineteca di Bologna e dall’Archivio dell’Istituto Luce-Cinecittà che ne hanno curato la realizzazione.

Dalla primavera 2019, la GAM Galleria d’Arte Moderna lancerà, altresì, il contest #donneGAM con cui il pubblico potrà postare fotografie di donne protagoniste della propria quotidianità.
Immagini di nonne, madri, sorelle, compagne, ritratte al lavoro, a scuola, in casa o in altri luoghi di vita, di attività e di impegno per documentare le tante storie di donne di ieri e di oggi. Tutte le fotografie saranno trasmesse in mostra, tramite un monitor, in un’area appositamente allestita.

dal 24-1-2019 al 13-10-2019

Sede Galleria d\'Arte Moderna di Roma Capitale

Indirizzo

Via Francesco Crispi, 24

Via Zucchelli, 7

Sito web: www.galleriaartemodernaroma.it/mostra-evento/donne-corpo-e-immagine-tra-simbolo-e-rivoluzione

Orario

Dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019
da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30
L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura

Inaugurazione mercoledì 23 gennaio ore 19.00, sono invitati tutti i possessori della MIC card

N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi

Periodo

24-1-2019 al 13-10-2019